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sabato 8 luglio 2017

Recensione: "Bunker Diary"

"La paura ha uno scopo.
Non è solo quella che ci fa godere i film dell'orrore 
o le montagne russe. Esiste per un motivo.
Ci tiene in vita."

E' da molto, troppo tempo che avrei dovuto scrivere un post su questo libro. Lo lessi oltre un mese fa ma, nonostante mi sia piaciuto molto, per un sacco di tempo ho faticato anche a tenerlo nella mia libreria, per tanto che la sua vista mi risultava disturbante. E' un sentimento controverso, lo so, e probabilmente non riuscirò a parlare di questo romanzo come merita... ma ci proverò.

"Ci osa vince."

Titolo: Bunker Diary
Autore: Kevin Brooks
Prezzo: €15
Pagine: 277
Pubblicazione: 2013
Editore: Piemme

Voto: 9.5

Trama: Linus, sedici anni, insieme a quattro adulti e una ragazzina di nove, si trova intrappolato in un bunker, uno spazio claustrofobico da cui nessuno può fuggire. Sono stati rapiti da qualcuno che si è presentato loro ogni volta in modo diverso e non sanno perché sono stati scelti. Spiati da decine di telecamere e microfoni perfino in bagno, dovranno trovare un modo per sopravvivere. "Bunker Diary" è un incubo da vivere sulla propria pelle attraverso le pagine del diario di Linus, in un'escalation di umiliazioni, meccanismi perversi e violenza fisica e psicologica innescati "dall'uomo di sopra"...

"legge = devoluzione (debolezza)
la debolezza è protetta dalla legge"

Premetto che non so da dove iniziare per parlare di questo libro. L'ho divorato in soli due giorni, nonostante tutti i miei impegni scolastici e la maturità incombente. E, lo chiarisco fin da subito, lo ritengo un gradissimo capolavoro, come ce ne possono essere pochi in giro. Nonostante ciò, nonostante lo ami profondamente, subito dopo aver terminato la lettura ho avuto alcuni sentimenti di rigetto alla sua sola vista. Come mai? Beh, non è semplicissimo da spiegare, ma iniziamo a parlarne. Innanzitutto: di cosa parla Bunker Diary? Come suggerisce il titolo stesso, si tratta di un diario; per essere più precisi, il diario di Linus, un ragazzino di sedici anni il quale, inspiegabilmente, viene rapito e rinchiuso assieme ad altre
cinque persone in un bunker ristrutturato e provvisto di quello che può soddisfare le esigenze basali degli individui che lo abitano. L'artefice di tutto ciò? Il misterioso uomo di sopra, colui che li osserva costantemente grazie a telecamere e microfoni, che li rende innocui a proprio piacimento grazie al cloroformio e, in definitiva, che detiene il potere della loro sopravvivenza. Il perché di tutto ciò? Non ci è dato saperlo e non è dato saperlo nemmeno ai personaggi stessi... o forse, più semplicemente, un motivo vero e proprio non esiste e si tratta di pura follia, del capriccio di un individuo mentalmente instabile.
Cosa accade dentro questo bunker? I sei prigionieri sono soggetti a torture psichiche ma anche fisiche, giorni di noia che si alternano a giorni di fame e freddo, giochetti che li pongono l'uno contro l'altro, in un logorante circolo che disintegra man mano le loro coscienze e, soprattutto, la razionalità.

"Il secondo non è niente, il secondo non è nessuno.
Tutti se ne fregano, del secondo."

Fin da subito il senso che ho avuto leggendo questo libro è stato di claustrofobia, che degenera nell'angoscia e, infine, nella disperazione totale. Il diario scritto da Linus è profondamente realistico, spesso sembra di osservare la vicenda dai suoi stessi occhi, pagina dopo pagina, giorno dopo giorno. Sembra quasi di trovarsi all'interno del bunker, accompagnati costantemente dal senso del pericolo, dal desiderio di fuggire ma anche dalla paura e dal fallimento.
Pagina dopo pagina, il romanzo diventerà sempre più logorante trasformandosi in un vero e proprio incubo: la prigione non è solo quella del bunker, ma è soprattutto quella della mente; i personaggi saranno prigionieri delle loro paure, della voglia di fuggire, dei giochi inflitti dall'uomo di sopra, di tutto ciò che imbriglia la coscienza razionale per rovesciarla nell'assurdo, nella follia. Con lo scorrere delle pagine emerge il lato più oscuro, più animale dell'animo umano; la disperazione si incarna in ognuno di loro e, deteriorati nel corpo e nella mente, li accompagna fino alle ultime agghiaccianti pagine.

Bunker Diary, secondo il mio parere personale, rappresenta uno dei libri meglio scritti che si trovano in circolazione, sia nello stile che nella tecnica, ma rimane un incubo nel quale non intendo più calarmi.

"L'intelligenza sta tutta qui, nell'essere capaci di pensare.
Sì, ci sono i fatti, i numeri, ma non 
vogliono dire niente se non sai come sfruttarli."

Non ho molte parole per descrivere le emozioni che mi ha suscitato questo libro, emozioni che spaziano dall'orrore all'apprezzamento per lo stile di scrittura dell'autore. So che probabilmente non avrò reso giustizia abbastanza a questo romanzo, ma in ogni caso consiglio la sua lettura a tutti gli adulti... molto di meno ai ragazzi.
In fondo alla pagina troverete degli spoiler, solo per chi ha letto il romanzo.

Luogo ideale in cui leggere: nel buio di una stanza chiusa.

Lo consiglierei a: tutti gli adulti che abbiano voglia di sperimentare la follia e la disperazione sulla propria pelle. A parer mio, molto meno adatto per i ragazzi.


**SPOILRER**

Ordunque, Viaggiatori che avete letto Bunker Diary, eccoci qui... Che dire, il fatto che Linus e gli altri prigionieri sarebbero morti poteva essere intuito fin dalle prime pagine. Ciò che mi ha shockato più di tutto, però, è stato il fatto che loro non vengono uccisi in modo più o meno diretto dall'uomo di sopra, come io mi immaginavo. Ma anzi, vengono completamente abbandonati e privati delle minime cose, di cibo, acqua ed elettricità. Soprattutto gli ultimi tre vengono costretti ad una morte disumana, orripilante, raccapricciante. Leggendo le ultime strazianti pagine, di difficile interpretazione, mi viene anche da immaginare che Linus (l'ultimo a rimanere in vita) arrivi a divorare i suoi compagni... anche se, diciamocelo, è difficile comprendere cosa succede alla fine, nonostante non sia molto difficile immaginare. 
Bunker Diary si svolge in un solo ambiente, in una sola prigione. Non verrà mai chiarito il perché di nulla, ne tanto meno l'identità del misterioso rapitore. No. Il libro inizia e finisce nel bunker, senza un motivo valido. Il diario di una strage. Il diario di un incubo.

domenica 14 maggio 2017

Fairy Oak | Capitan Grisam e l'amore

E' con immenso piacere che in questi giorni mi sono dedicata
alla rilettura di uno dei volumi di Fairy Oak, la serie della mia infanzia. In particolare ho letto Capitan Grisam e l'amore, il primo dei quattro misteri, e con grande soddisfazione ho avuto occasione di immergermi fra le pagine di quella che è una nuova edizione, uscita nel 2017 e arricchita con tante bellissime illustrazioni.
E' indescrivibile la sensazione del ritornare, anche per poche ore, a essere bambina. La bellezza di Fairy Oak è proprio questa: non  importa quanti anni tu abbia, o quali problemi tu stia affrontando, perché quando si arriva nel villaggio della Quercia fatata e ci si immerge nelle avventure dei suoi ragazzi, si torna a rivivere il periodo della spensieratezza.
Vaniglia, Pervinca, Grisam, Flox, Shirley e tutti gli abitanti di
Fairy Oak è come se fossero la mia famiglia, la mia casa, il mio porto sicuro. Posso essere sommersa da problemi, ansie e impegni, ma quando torno a Fairy Oak io ritrovo me stessa. E' come un'amica sincera, che mi conforta e mi da il coraggio di affrontare la vita, ricordandomi che io ho la voglia e il coraggio di sognare e soprattutto di lottare per realizzare ciò in cui credo. Ritrovando me stessa, la mia vera essenza e la mia tranquillità, mi sembra di vivere meglio, di riuscire ad affrontare le mie giornate con il cuore più leggero. 
Fairy Oak è uno di quei libri che curano l'anima, che ti fanno tornare a casa e ti ricordano chi sei. Fairy Oak è uno di quei libri che ti donano coraggio e che credono in te. E ogni volta che torno a tuffarmi nelle pagine di questo posto magico, io mi sento più felice e più in armonia con me stessa. E' come se qualcosa dentro di me si fosse aggiustato, come se fossi tornata alle origini, come se avesse placato un po' la tempesta che vive dentro me.
I libri che si leggono durante l'infanzia, i primi libri che si leggono nella vita, sono quelli che ti entrano dentro e non
escono più, quelli che si legano alla tua anima e rimangono lì per sempre, quelli che ti rendono la persona che sei e vanno a costruire parte della tua personalità.
E non importa quanto crescerò, cosa studierò o che lavorò farò da grande, perché qualunque sarà la mia strada dentro me ci sarà sempre Fairy Oak con le sue magie; dentro il mio cuore ci sarà sempre la Quercia, le avventure di Vaniglia e Pervinca e della Banda, gli strabilianti incanti di Shirley. Dentro di me ci sarà sempre posto per questo meraviglioso villaggio, il posto dal quale tutto è cominciato, da dove è cominciata la mia vita e il mio rapporto con il mondo esterno.
Fairy Oak è uno di quei libri che rende le persone migliori, che ti rapiscono e ti fanno ritrovare quella pace interiore che troppo spesso si sente di aver perduto.


martedì 2 maggio 2017

Recensione: "Legione, Susanna"

"Sono nato libero e morirò
libero, qualsiasi ruolo mi assegni la vita."

Bentornati Viaggiatori... eccomi qui, finalmente, a parlarvi di un libro che da troppo tempo dovevo portare qui sul mio blog. Colpa del tempo che scarseggia, della maturità in arrivo o della mia totale incapacità di organizzazione, non so, fatto sta che anche se in eccessivo ritardo eccomi qui a parlarvi di questa lettura che anche questa volta mi ha lasciata molto soddisfatta.

"Tutto ciò che ci circonda e 
noi stessi siamo versi cantati dalla natura, la
poesia dell'universo nella sua
più violenta bellezza. Ascoltarla, scoprirla e
goderne è un privilegio che
molti sottovalutano."

Titolo: Legione, Susanna (Vol.3)
Autore: Simona Colombo
Prezzo: €13.52
Pagine: 434
Pubblicazione: 2015
Editore: Autopubblicato

Voto: 9

Trama: La Legione Segreta è un’organizzazione mondiale che da migliaia di anni indaga su misteri naturali e soprannaturali. 
1994 - Sudafrica. Lo straordinario sesto senso matematico della giovane Susanna attira l'attenzione della Legione Segreta che la contatta per coinvolgerla nel progetto spaziale Orizzonte. Prima di accettare la proposta, la ragazza resta vittima di un terribile incidente dal quale si risveglierà, dopo diciannove anni, nella sede alpina dell’organizzazione. 
2014 - A pochi mesi dal risveglio in un nuovo mondo, Susanna viene addestrata su un'isola misteriosa insieme all'equipaggio che partirà con lei per una missione epocale: creare una rete di avamposti interstellari che apriranno la strada all'esplorazione dell'universo. Durante l’addestramento, l’indigeno Rigel trascina Susanna nell'indagine sulla scomparsa di un ingegnere impegnato nel progetto. Dagli abissi marini che circondano Isola 84 a quelli spaziali dove viaggerà la nave Ksadhoom, la storia di Susanna si intreccia con quelle di nuovi legionari, ma vede anche tornare in scena Tim, a bordo di una nuova barca, River, che ha ripreso il suo posto nella Legione Segreta, e un giovane Gabriel Walken al suo primo incarico come reclutatore.

"Non togliere la poesia alle cose belle.
Non diventare come loro, 
così intossicati da un solo punto di vista
che chiamano realtà."

Il fascino di questo libro è qualcosa di indescrivibile. Sarà
stata l'ambientazione, o la narrazione così ricca di dettagli, o lo stile così incredibilmente coinvolgente, o forse un mix di tutti questi elementi... non ne son sicura, ma una cosa certa è che non ho potuto non apprezzare così tanto questo libro tanto da assegnargli un voto più alto rispetto ai volumi precedenti. I quali, ci tengo a precisarlo, mi erano già piaciuti molto. E' come se l'autrice diventasse via via più brava, come se il lettore entrasse man mano nella storia tanto da sentirsi parte di essa.
Susanna è un volume fantastico. Ancora una volta, la realtà si fonde con la fantasia e meravigliosamente diventano un tutt'uno. Ma, questa volta, un altro elemento pervade questa incredibile dimensione: il fascino dell'esotico. Isola 84 e le sue meraviglie sembrano quasi essere un personaggio vivo ,
un elemento costitutivo importante. Arrivano ad imprimere così tanto la loro impronta che senza di essere la storia non sarebbe assolutamente la stessa cosa. L'ambientazione diventa parte fondamentale, essenziale, insostituibile del racconto. E, assieme ad essa, tutte le vicende che da essa prendono luogo.

"Stringere la sua mano era come
toccare il fuoco e scoprire che non faceva male."

La protagonista di questa storia è l'incredibile Susanna, una
ragazza che fin da subito mi è entrata nel cuore e nella quale mi sono immedesimata fin troppe volte. Una ragazza caratterizzata non solo da un incredibile dono (un divino istinto matematico), ma anche da una sensibilità e una personalità uniche. Susanna è un piccolo uccello strappato dal suo nido, dalla sua culla, e trasportata in un mondo che non conosce, popolato da estranei e nel quale nulla le è famigliare. Possiamo solo immaginare cosa significhi addormentarsi per lunghi anni e risvegliarsi in un posto sconosciuto, senza alcun punto di riferimento, un posto dove tutti coloro che conoscevi sono morti e non hai alcun appiglio al quale aggrapparti. Ma Susanna, anche se può sembrare un piccolo uccellino indifeso, è in realtà una persona molto forte, troppo forte per lasciarsi sopraffare dalla disperazione. Susanna è, come qualcun altro la definirà, una stella... unica, che non può
essere posseduta e che si troverà sempre fuori posto, tesa verso l'infinito e in cerca di qualcosa che forse non troverà mai. Ma insostituibile, ineguagliabile.


"Pensare in grande mi tranquillizza quando accade
qualcosa di brutto, perché mi accorgo
che in realtà tutto va come deve andare. La natura funziona 
alla perfezione e i nostri problemi 
sono solo dettagli di un immenso gioco."

Ma non è lei la sola protagonista di questa storia. Torneranno, infatti, coloro che già conosciamo, a partire dal meraviglioso Gabriel Walken per arrivare all'incredibile River, ma anche Tim, Taylor Bridges e altri nomi che già abbiamo incontrato. Ma ce ne saranno anche di nuovi. Nuovi personaggi che con la loro personalità daranno una sfumatura indelebile alla storia e rimarranno impressi nella mente del lettore. Personaggi come Dyonisos, o Jordan,
Saiph... o piuttosto il meraviglioso Rigel. Quest'ultimo, in particolare, sarà un fulcro principale dell'intero libro; non potete immaginare quanto lo abbia amato come lettrice, e quanto mi abbia fatto riflettere sulla vita. Secondo me, a volte quando si legge un libro si può incappare nella conoscenza di un personaggio capace di poterti cambiare e turbare nel profondo più di quanto possa fare una qualunque persona in carne e ossa. Sono rari, però, tali personaggi e troppo pochi gli autori capaci di crearli. Rigel è stato uno di quei caratteri capaci di scavare un buco all'interno della mia coscienza. Un buco che ogni secondo che
passa ingoia incertezze e dubbi e che in qualche modo deve essere riempito. Un personaggio che è stato capace di cancellare parte delle mie certezze e pormi di fronte ad una nuova visione del mondo. E' stato shockante all'inizio, sicuramente un duro impatto, ma è stato anche meraviglioso, incredibile, sia per me che per Susanna.


"Niente al mondo è più molle e debole dell'acqua, 
ma nell'avventurarsi contro 
ciò che  è duro e forte, niente può superarla."
(Leo Tzu)

Leggendo questo libro, non ho potuto non notare che per la prima volta la Legione Segreta viene quasi messa sotto luce negativa. Dico quasi perché, ovviamente, si tratta di una mia semplice opinione. Penso questo perché, in questo volume, appaiono tutti quei personaggi che, in qualche modo,
sono legati alla Legione (o perché ex legionari o perché imparentati a qualcuno di essi) ma la rigettano, temendola quasi come se fosse un animale pericoloso dal quale tenersi alla larga. Quella che dovrebbe essere un pozzo di conoscenza e scoperta, troppo spesso in questo volume viene vista come ciò che manda i suoi membri nel casino più totale, ciò che manda le loro vite in disfacimento. E non parlo solo di Tim, ma anche di Rigel, Elisabeth, ma anche stessa Susanna che per buona parte del libro non riesce a trovare il suo posto. O ancora Rossella Murray e il suo inaspettato colpo finale. Pare quasi che, la conoscenza e il sapere, gettino l'animo umano in subbuglio, nell'abisso. E, a questo punto, la riflessione giunge istintiva: siamo esseri spirituali o materiali? L'essere umano è teso verso l'infinito o è destinato ad esistere nella dimensione terrena? La scienza e il sapere gratificano e completano l'animo umano o lo corrodono? Pensando a ciò, quasi mi vengono in mente alcune parole che lessi nell'Inferno di Dante:
"Fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza."
Ma è davvero così?

"Gli era pero, però, difficile immaginare un ente che non
avesse scopi politici, militari o economici,
che agisse per pura curiosità scientifica, interessato 
alla natura e all'umanità al di fuori di qualsiasi sistema."

Se c'è un consiglio che voglio dare a coloro che hanno intenzione di leggere questo libro, è di stare molto attenti ai dettagli. Prima o poi, ritorneranno sempre. La vicenda, infatti, è costruita in modo rigorosamente logico e cronologico. Nulla è affidato al caso, tutto ciò che accade ha un motivo e prima o poi tutti i personaggi ritornano con le loro vicende; nessuno di essi viene messo in ballo e poi ributtato per la sua strada. Assolutamente no. Il sistema narrativo è circolare e la narrazione viaggia da un polo all'altro.
Una delle cose più belle di questa serie è quella di potersi abbandonare alle descrizioni, ai posti meravigliosi di cui racconta ma anche alle fantasie scientifiche che diventano incredibilmente così verosimili.

"Quello che ti perdi non torna più."

Questa serie si rivela sempre di più una meravigliosa scoperta. E' come una doccia fredda che ti lascia addosso una marea di emozioni. E' come un tuffo in un oceano di generi letterari che si fondono assieme: fantascienza, avventura, fantasy, romantico, viaggio, drammatico, giallo, esotico e molto altro ancora. Il tutto che coesiste perfettamente e meravigliosamente. Raramente capita di incontrare libri autopubblicati così appassionanti e sono sempre più contenta che in Italia ci siano scrittori emergenti così bravi e competitivi.
Terminato anche Susanna, non posso non dire che non vedo
l'ora di leggere il quarto volume della serie. Ho un assoluto bisogno di abbandonarmi alle vicende della Legione Segreta, un bisogno quasi fisico e attendo con ansia questo momento.

"Conoscere qualcuno da così tanto tempo che ogni fase della
sua vita, ogni sua crisi e conquista, diventava 
parte dei propri ricordi, rendeva quella persona 
un punto di riferimento per orientarsi nel labirinto dell'esistenza."

Sequel: Oliver, quarto volume della serie.

Luogo ideale in cui leggere: al riparo di un albero esotico sulla sabbia di una spiaggia isolata, oppure su una scogliera sporgente.

Lo consiglierei a: chiunque riesca a viaggiare con la fantasia e immedesimarsi in essa, spegnendo la razionalità e lo scetticismo.


domenica 22 gennaio 2017

Recensione: "Legione, Gabriel"

"Non restare qui a chiederti dove ti trovi,
chiediti dove vuoi andare."

Titolo: Legione, Gabriel (vol.2)
Autore: Simona Colombo
Prezzo: € 9,45
Pagine: 300
Pubblicazione: 2015
Editore: Autopubblicato

Voto: 8.5

Trama: La Legione Segreta è un’organizzazione mondiale che da migliaia di anni indaga su misteri naturali e soprannaturali. Il legionario Gabriel Walken, dotato di fenomenali poteri mentali, si occupa di reclutare nuovi membri. Un giorno gli viene affidato un incarico diverso: rintracciare l’ultima erede di una stirpe di donne custodi di prodigiosi bracciali, l’unica in grado di svelare il significato delle formule incise sugli antichi gioielli. Tra quelle formule si nasconde il segreto per viaggiare nel tempo. La missione di Gabriel coinvolgerà cinque ragazzi cresciuti in un orfanotrofio, dove misteriose presenze terrorizzano e uccidono i giovani ospiti. Tra streghe vendicative e scienziati ambiziosi, dalle Alpi agli Stati Uniti, fino a un laboratorio in Bolivia dove si nasconde la macchina del tempo, Gabriel affronterà lo scontro tra magia e tecnologia, scoprendo che il peso della conoscenza può frantumare anche l’uomo più forte.

"Erano semplicemente anime gemelle
e non avevano bisogno d'altro
che di quell'innata complicità. Erano artisti
e straordinari sognatori, sapevano
che questo li avrebbe uniti e separati per
sempre, non sarebbero mai stati 
insieme in modo convenzionale per non 
ferirsi nel momento in cui i 
rispettivi sogni avrebbero preso il sopravvento."


Ho assegnato a questo romanzo lo stesso voto del volume precedente anche se, mi tocca ammetterlo, mi è piaciuto di più. Non che River non mi abbia appassionata... tutt'altro! Però ecco, mi trovo a dover fare i miei più sinceri complimenti all'autrice che diventa sempre più brava. E poi non so... saranno stati i miti, o la storia dei magici bracciali, oppure le vicende di questi cinque (s)fortunati ragazzi... non posso dirlo con precisione, ma ammetto di aver letteralmente divorato questo volume e di non essere riuscita a staccarmene.

Questa volta il protagonista non è il valoroso River, bensì l'incredibile Gabriel Walken, un uomo dal cervello super sviluppato che potremmo considerare un'evoluzione dell'homo sapiens sapiens. Questo si rivela essere un magnifico dono ma anche una terribile maledizione. Gabriel porta addosso il peso della solitudine, del non sentirsi compreso dai suoi simili, del sentire le interazioni fra tutta la materia e il desiderio di ricongiungersi con la natura.
Prima, però, deve portare a termine un'importante missione affidatagli dalla Legione.

Durante il suo cammino si imbatterà in varie avventure e incontrerà nuove persone... una strega maligna, una donna incredibilmente intelligente, un amico preoccupato per lui e cinque ragazzi abbandonati in un orfanotrofio, tutti e cinque dalle personalità particolari e
dal destino molto speciale.
Ma, più intrigante di tutto ciò, è la storia dei magici bracciali e delle loro Custodi. Quelli che sembrano essere semplici bracciali in oro possiedono, invece, tutte le leggi matematiche capaci di comprendere l'universo: leggi che solo una donna prescelta può comprendere. Questi vengono tramandati di generazione in generazione, di donna in donna, di stirpe in stirpe. Accanto alle Custodi accorrono sempre i Legionari, fantastici uomini intelligenti e avventurosi, spesso legati alle Custodi da un legame passionale e amoroso.

"Certo, la rabbia brucia la paura, 
ma se ti tieni dentro tutto quel dolore,
alla fine ti distrugge. Dovresti 
trovare il modo di lasciarlo andare."

Ho amato molto questo libro, la scorrevolezza della narrazione, il fatto di essere riuscita a immedesimarmi così bene nelle vicende. I personaggi sono fantastici, originali e
ben costruiti. Ho apprezzato molto la narrazione cronologica dei fatti: il raccontare parallelamente il presente e il passato; se si era rivelata una strategia ben riuscita in River, in Gabriel lo è ancora di più.

Con mio profondo rammarico, non sono venuta a conoscere la piccola questione lasciata in sospeso nel volume precedente, ma posso dire per certo che il finale di questo libro mi ha... emozionata, per così dire, ancora di più. Leggermente straziata, devo ammetterlo, e per questo motivo non posso far altro che gettarmi alla lettura del volume successivo.

"Il suo carattere così terribilmente umano,
che gli faceva amare e 
detestare le persone, lo spingeva in altalena
tra il desiderio di
isolarsi e quello di concedersi."

Mi sono affezionata molto al personaggio di Gabriel, sono sincera. Questo incredibile uomo che non riesce a trovare il
proprio posto nel mondo; un uomo che porta addosso il peso delle coscienze e dei sentimenti altrui, dei loro pensieri e del loro passato; un uomo che si sente parte della natura ma che si sente intrappolato nel suo corpo materiale. Ho sofferto assieme a lui, ho percepito il grande vuoto che prova dentro di sé e, nei miei limiti di essere umano, ho anche creduto di poterlo comprendere, a volte... probabilmente chiunque, al suo posto, si sentirebbe così.

"Qualcuno, in passato, mi ha definito
un diavolo tentatore, 
ma oggi mi sento più un angelo custode."

In conclusione posso dire che, se vi è piaciuto River, Gabriel
vi appassionerà ancora di più. E' un libro che racchiude magia, avventura e leggenda e, ancora una volta, non posso non fare i complimenti all'autrice per l'incredibile capacità del far coesistere il reale con il sovrannaturale, facendoli addirittura combaciare.

In attesa di tornare fra le avventure della Legione, mi getto immediatamente alla lettura del terzo volume, Susanna.

Sequel: Susanna, terzo volume della serie.

Luogo ideale in cui leggere: un edificio abbandonato e polveroso, oppure sulle rive di un fiume o lago che attraversa la città.

Lo consiglierei a: tutti gli appassionati di avventura, miti e leggenda e, perché no, anche un pizzico di magia.

mercoledì 11 gennaio 2017

Recensione: "La sposa normanna"

Titolo: La sposa normanna
Autore: Carla M. Russo
Prezzo: €9,90
Pagine: 236
Pubblicazione: 2009
Editore: Piemme

Voto: 8/10

Trama: 1185. L'incantevole Palermo, crogiuolo di tante culture, splendente dei suoi palazzi, dei suoi preziosi mosaici, è pronta ad accogliere la sua nuova regina. Costretta a rinnegare i voti, Costanza d'Altavilla, l'ultima erede della dinastia normanna che guida il Regno di Sicilia, viene data in sposa a Enrico di Svevia, figlio dell'imperatore Federico. Un matrimonio dettato dalla ragion di Stato che dovrà essere coronato dal concepimento di un erede al trono. Ma mentre il figlio tanto sospirato tarda ad arrivare, la fragile e bella Costanza deve lottare contro nemici potentissimi, primo fra tutti Gualtieri di Palearia, ministro dell'imperatore, che soffia sul fuoco della gelosia di Enrico per distruggere la donna e conservare la sua enorme influenza. Quando finalmente il piccolo Federico vedrà la luce, la madre dovrà far di tutto per proteggerlo dalle innumerevoli insidie che lo minacciano. Fino a quando, divenuto ragazzino, non sarà in grado egli stesso di sbarazzarsi dei suoi implacabili nemici, rivelando doti che faranno di lui un grande imperatore.

Sarà stato il fatto che il personaggio di Costanza d'Altavilla mi ha sempre affascinata, o sarà stato il fatto che ho sempre apprezzato i personaggi storici femminili dotati di
grande forza (soprattutto in epoca medievale), o forse la trama di questo libro che mi ha catturata fin da subito... non so, fatto sta che quando l'ho visto in libreria non potevo non portarlo con me. Così, ho messo da parte la mia Wish List e mi sono gettata in questo acquisto. Acquisto che, devo essere sincera, non mi ha delusa affatto, tutt'altro. 


Premetto che la lettura mi ha talmente catturata da averlo divorato in un solo giorno. Ho trovato questo romanzo molto scorrevole e ben scritto. Non so perché ma, forse per il fatto che il libro sia ambientato nel Medioevo o forse perché leggo ben pochi libri storici, mi aspettavo un importante contrasto culturale. Il quale sicuramente c'è stato, dato che è impossibile non notare tutte le differenze fra i due diversi periodi (quello attuale e quello del libro), ma l'autrice è stata molto brava nell'addolcire questo contrasto, presentandoci l'epoca del libro come in un film o in un documentario e non scaraventandoci in esso.

Questa è la storia di Costanza e della sua vita, della sua lotta. Ho apprezzato molto questo personaggio, la sua forza e la
voglia di non mollare, il coraggio anche nei momenti più disperati (non nego che, in certe situazioni piuttosto critiche in cui si trova la protagonista, ho notevolmente ammirato il suo agire: al suo posto avrei sicuramente mollato e non avrei avuto la forza di andare avanti). Ma anche la fede in Dio che non abbandona mai, la speranza che vive nel suo cuore anche se le gioie tardano ad arrivare. Costanza non perde mai la sua dignità, anche se disprezzata dal marito capriccioso e arrogante. E nonostante il suo matrimonio non sia affatto felice, sereno o desiderato, nonostante questo non faccia altro che provocarle sofferenza e angoscia, Costanza non sminuisce se stessa ricadendo nell'adulterio con il suo caro Ruggero d'Aiello. Tutt'altro. Costanza continua a sperare nel concepimento del suo bambino, che alla fine Dio le
donerà come premio per la sua forza e la sua fede. Costanza, nel suo essere una donna esile e debole, si dimostra una coraggiosa oppositrice delle ingiustizie nonché una persona molto intelligente: fino agli ultimi istanti di vita provvede al suo bambino Federico e al suo futuro, insegnandogli a leggere e a scrivere in età prescolare e favorendosi l'appoggio del popolo di Palermo il quale crescerà il futuro re. Il magnifico re.


Un personaggio che, invece, ho odiato profondamente è stato proprio suo marito, Enrico IV di Svevia. Non solo arrogante e presuntuoso ma, questo mi tocca dirlo, incredibilmente stupido. Completamente ottuso. Enrico ha la grandissima capacità di essere raggirato come un pollo da chi agisce per il semplice tornaconto personale e che vuole il regno per sé (come Gualtieri di Palearia), senza che l'idea dell'inganno lo sfiori almeno per sbaglio. E, cosa ancor più strabiliante, il suo modo migliore per reagire al fascino che la bella Costanza esercita su di lui non è quello di vivere un'appassionata vita coniugale, bensì quello di martoriarla e umiliarla fino allo stremo, lamentandosi poi di non sentirsi amato dalla moglie (ma dai?).

Una cosa che mi ha lasciata leggermente insoddisfatta però, e qui mi tocca fare un piccolo spoiler (quindi consiglio a chi intende leggere il libro di passare avanti), è la mancata riconciliazione tra Costanza ed Enrico. Quest'ultimo, il quale è sempre stato affascinato e soggiogato da lei e questo è palese, è praticamente incapace di dimostrarglielo. Questa
verità segreta può essere catturata dal lettore tramite mezze confessioni che Enrico fa a se stesso e, soprattutto, grazie al fatto che egli non riuscirà a credere, istintivamente, che Costanza sia capace di tramare contro di lui. 

Questo, però, Costanza non lo saprà mai.
Essa, infatti, rimarrà convinta per il resto della sua vita, fino alla morte, di essere stata odiata e disprezzata da suo marito, quando in realtà veniva soltanto amata in un modo sbagliato, malato. Amata da un uomo che non riesce ad accettare di dipendere da qualcun altro e, per tal motivo, sfoga proprio su di essa la sua frustrazione.
Enrico, nella sua ottusità, non si confesserà mai, ma anzi decide di tramare contro la donna costringendola a sofferenze e cattivi giudizi e, addirittura, arrivando a sospettare che il bambino non sia suo figlio.

In conclusione, posso dire che questo libro è stato all'altezza delle mie aspettative. E' stata una lettura appassionata e avvincente che mi ha catturata fino all'ultima pagina.
Posso dire inoltre che, dopo questo romanzo, penso di essermi convertita al genere storico e penso che continuerò a leggerne in futuro.

Luogo ideale in cui leggere: nella stanza fredda di un antico castello medioevale, oppure in una campagna sotto l'abbagliante sole estivo.

Lo consiglierei a: prevalentemente giovani studenti del liceo, ma anche agli adulti amanti della storia e non.

Libri dello stesso genere: in generale tutti i libri storici, soprattutto quelli che parlano delle grandi donne della storia.

martedì 3 gennaio 2017

Recensione: "Legione, River"

"Ho imparato che c'è qualcosa peggiore
della guerra, peggiore della
perdita di un amico, peggiore perfino degli
angeli della morte: il 
tradimento."

Titolo: Legione, River (vol.1)
Autore: Simona Colombo
Prezzo: €10,98
Pagine: 358
Pubblicazione: 2014
Editore: Autopubblicato

Voto: 8.5/10

Trama: La Legione Segreta è un’organizzazione mondiale che da migliaia di anni indaga su misteri naturali e soprannaturali. I suoi membri sono scienziati, artisti, inventori, persone con doti speciali disposte a lasciare una vita convenzionale per lavorare nell’ombra. Diventare un legionario può essere un privilegio o una condanna. Questa è la storia di River che scopre la Legione Segreta quasi per errore. È la storia della sua missione più importante e pericolosa che coinvolgerà la sua famiglia, il suo migliore amico e legionari vissuti in epoche passate. 1883 - Cinque membri della Legione Segreta sono in missione nella leggendaria città di Kenorah, sperduta nel deserto australiano. Scompaiono insieme all'intero altopiano su cui è costruita. 1993 - Africa centrale. Il diciottenne River Peacock resta, suo malgrado, coinvolto in un esperimento sui viaggi nel tempo. Suo padre, legionario a capo del progetto, è costretto a rivelargli l'esistenza dell’organizzazione e portarlo con sé. 2013 - River ha lasciato la Legione da dodici anni e vive con la figlia Maya in una casa di pietra. Un giorno riceve la visita di un legionario che lo informa del ritrovamento del diario di Garrard, uno degli uomini scomparsi durante la spedizione a Kenorah. River scopre, così, che il suo nome compare su pagine scritte centotrenta anni prima.


"Forse era più facile perdonare

qualcun altro che se stessi."


Da molto tempo rimando un post su questo fantastico libro. Un po' perché, lo ammetto, sono stata molto lenta nel leggerlo (non a causa mia, bensì impegni scolastici e maturità in arrivo che hanno interferito con  i miei piani), un po' perché non sapevo bene come articolare i miei pensieri e le mie emozioni nei confronti di questo romanzo.
Era molto tempo che lo volevo leggere e poi, improvvisamente, mi si è presentata l'occasione. E, che dire, non mi sono per niente pentita di averlo fatto.
Dentro di me sentivo che mi sarebbe piaciuto... però non volevo dare nulla per scontato. Ma, quando ho chiuso l'ultima pagina e sono arrivata al finale, non ho più avuto alcun dubbio: ho amato profondamente questo libro e la storia che racconta e, senza ombra di dubbio, continuerò immediatamente a leggere la serie.

La vicenda mi ha catturata fin dalle prime pagine... Descrizioni bellissime che hanno stimolato la mia immaginazione, personaggi ben sviluppati e, soprattutto, una trama che per quanto potesse sembrare fantasiosa ad una prima lettura, nel concreto dei fatti si è trasformata in una storia meravigliosamente realistica e verosimile. Questo è
uno dei tanti talenti da attribuire all'autrice: il saper trattare di demoni, fantasmi e creature sovrannaturali in modo stupendamente realistico, inserendoli nel mondo quotidiano e uniformandolo ad esso come se ne facessero parte nella vita di tutti i giorni. Simona Colombo ha l'incredibile potere di fondere la fantasia con la realtà, il sovrannaturale con il reale, l'immaginazione con il vero. Un vero talento, una vera magia.

"Il cervello dei ragazzini
era svelto e assetato di conoscenza, 
un fucina di domande,
un magazzino pronto ad accogliere
miliardi di informazioni 
per elaborarle in cerca di risposte, per
utilizzarle all'occorrenza,
per crescere. La Legione Segreta era così."

La storia gira attorno alla Legione Segreta, una vera e propria società segreta che opera dai secoli dei secoli nella quale centinaia, anzi migliaia di studiosi, ricercatori, scienziati ed esperti di vari settori operano, studiano e cercano di risolvere misteri, di dare una risposta ai tanti interrogativi che da sempre affliggono l'animo umano. Una società che opera nel confine fra scienza e leggenda, quasi fondendole e uniformandole come se camminassero a braccetto.
La Legione Segreta è una sezione a parte del mondo... tantissimi i segreti che essa nasconde, tantissime le
rivelazioni e le scoperte che non possono essere divulgate al resto della popolazione. Non si occupano solo di fatti sovrannaturali, ma di ogni tipo di mistero che fa parte del pianeta. E così, mentre il resto del mondo continua indisturbato con la propria vita, fra inutili e massacranti guerre e assurdi giochi politici, i Legionari si lanciano in missioni pericolose, studi strabilianti e ricerche al limite dell'impossibile, collezionando meravigliose scoperte e convivendo con una realtà stravagante ma incredibile.

"- La fiera dello stereotipo. - commentò Taylor.
- Tu odi la gente, vero? 
- Odio la gente stupida. Non è colpa mia se è la maggioranza." 

Un vero paradiso! Direbbe chi, come me, è insaziabile di misteri, leggende e scienza. Ed è così. Un mondo che pullula di risposte che un qualunque essere umano non ha mai trovato. Ma loro non sono esseri umani qualunque... loro sono Legionari.
Un'ambiente ben costruito, che in tutta la sua stravaganza sembra quasi normale. Una normalità paradossale ma innegabile: Simona Colombo si rivela essere una maestra in questo.

Altro grande punto di forza di questo libro? La passione.
Esatto, proprio così. La passione che l'autrice adopera nello scrivere questo romanzo. Risulta evidente e palpabile fin dalle prime pagine, fin dalle prime righe. L'autrice, lei stessa per prima, ama questa storia. Il lettore se ne accorge, non può non farlo. Non è semplice da spiegare, ma a parer mio uno scrittore deve essere il primo ad amare la storia che si accinge a scrivere, altrimenti un lettore non potrà mai farlo. Non importa che il romanzo rispetti certi canoni, certi precisi schemi, che abbia una struttura perfetta o una cronologia logica e quasi matematica. Non importa nulla di tutto ciò. Mi è capitato molte volte, troppe volte, di leggere libri scritti molto bene, descrizioni bellissime e personaggi ben fatti, una storia con una logica precisa e uno schema impeccabile. Libri di autori molto famosi, alcuni dei più venduti al giorno d'oggi (che però vorrei evitare di nominare in questo momento, magari in un post a parte), però per quanto fossero ben costruiti e ben scritti mi lasciavano... insoddisfatta. E' una sensazione che non riesco a spiegare. Mi rendo conto delle
incredibili doti narrative di tali scrittori, eppure era come se quelle storie non mi avessero appassionata, non mi avessero coinvolta. 
Ma questo non è assolutamente il caso di Legione. La passione che tramanda questo libro è uno dei suoi punti di forza. E' veramente raro, al giorno d'oggi, trovare un libro capace di appassionare così tanto, capace di coinvolgere il lettore a tal punto anche se magari la storia non è perfetta. Questa, in particolare, è una dote che troppo spesso mi trovo a riscontrare nei libri autopubblicati: sono proprio questi scrittori, coraggiosi e desiderosi di trasmettere la propria passione, a dare al lettore ciò che spesso non è possibile trovare in una qualunque libreria. Il 99% dei libri che vengono pubblicati al giorno d'oggi dalle case editrici sembrano scritti da dei computer, da macchine fredde e insensibili. Perfetti, per carità; perfetti e scritti benissimo, ma privi di qualunque sentimento.
E' per questo che invito sempre chi legge queste mie parole a non trascurare un romanzo autopubblicato, a non buttarsi nelle solite commercialate delle più importanti case editrici: è il succo del romanzo che conta.

"Non so se sia più coraggioso o pazzo."

Vorrei parlare di tutti i punti di forza di questo, ma sono sincera: sarebbero troppi. Però non posso non nominare quelli più importanti. In primis, la caratterizzazione dei personaggi: questi risultano essere in tutto e per tutto verosimili, tangibili, concreti. Ognuno realistico nei suoi pregi e difetti, nella crescita che intraprende durante lo sviluppo del romanzo. Li ho amati tutti, anche quelli più cattivi, proprio perché ben costruiti. Il sarcastico Taylor, il mio preferito; l'impavido e meraviglioso Tim; o ancora il coraggioso River... ma sarebbe troppo scontato definirli
semplicemente con aggettivi quali sarcastico, coraggioso o impavido: ognuno di loro è un mondo da scoprire, una personalità da esplorare e rivelare. Ognuno di essi è un pozzo di emozioni e segreti.

Altro punto che merita è quello delle descrizioni. Scontato? Banale? No. Le descrizioni di questo libro meritano veramente, rappresentano ambienti fantasiosi e fascinosi come se fossero reali, mondi incredibili che sembra di osservare con i propri occhi, scene di azioni che danno la sensazione di essere viste attraverso uno schermo. Una vera meraviglia.

"La cosa peggiore sono le domande.
La guerra è un incubo di domande senza risposta.
E' una cosa che ti fa andare fuori di testa."

Ci tengo, infine, a parlare di un'altra cosa bellissima di questo libro: i diari scritti direttamente dai personaggi. Pagine bellissime, riflessioni incredibili e profonde. Forse, sono state proprio queste le pagine che mi sono piaciute di più in tutto il romanzo e invito tutti i lettori a non darle per scontato: è proprio attraverso di essere che il personaggio parla direttamente con noi, quasi come se avesse mente e volontà propri. Sono pagine di frasi meravigliose, pensieri profondi sensibili, che non si può non apprezzare.

Qualche punto debole di questo libro? Non mi sento di nominare nulla in particolare. Sicuramente si sente la differenza tra un libro come questo ed uno pubblicato da una casa editrice, lo si sente nella struttura, nell'impostazione della storia e anche nella narrazione. Ma questo, a mio parere, non è affatto un punto debole. Come dicevo prima, sono proprio i libri autopubblicati ad essere spesso fra i miei preferiti. Sono meno perfetti e per questo più umani, più vicini al lettore. 
Anche la logica della storia è ben costruita, tutte le vicende hanno il loro senso e tutto ritorna. Un solo dubbio, però, mi è rimasto irrisolto: quando ho iniziato a leggere della Legione Segreta, di tutte le tecnologie di cui essa dispone e di come paghi profumatamente i propri legionari, non ho potuto non chiedermi dove prenda tutti i fondi economici per il proprio funzionamento. Una mia domanda che è rimasta irrisolta fino all'ultimo, ma che spero verrà chiarita meglio nei prossimi volumi.

"In dieci anni di Legione ho visto di tutto:
mostri, demoni, fantasmi 
incazzati, ma la gente... La gente fa davvero
schifo! Noi salviamo il culo
al mondo ogni giorno e questi stronzi si ammazzano
tra loro! Mi vien voglia di 
lasciarli sprofondare nell'inferno."

La conclusione di questo mio discorso è che questo libro mi è piaciuto veramente molto e che ha superato le mie aspettative. Per questo motivo ringrazio molto l'autrice, Simona Colombo, per avermi dato la possibilità di leggerlo: è stato davvero un bellissimo regalo per me e l'ho apprezzato fino in fondo.
Mi sento di consigliarlo a chiunque, a giovani ma anche ad adulti. La lettura è scorrevole e coinvolgente e, a parer mio,
non si può non apprezzarla.
Procederò con la lettura del secondo romanzo della serie, Gabriel, che spero di leggere più velocemente anche se ciò non dipende più da me ormai.

Sequel: Gabriel, secondo volume della serie.

Luogo ideale in cui leggere: a bordo di una barca in mezzo al mare, sotto il cielo nuvoloso, oppure sotto un albero immerso nella natura selvaggia.

Lo consiglierei a: chiunque. Giovani ragazzi ma anche adulti che hanno voglia di immergersi in una lettura piacevole e ricca di avventure.